Diritto di voto a 16 anni

Temi

Quando si parla di diritto di voto e di elezione, si distingue tra diritto di elezione attivo e passivo. Attivo significa poter esprimere il proprio voto ad elezioni e votazioni. Passivo, invece, consiste nel farsi eleggere in un organismo (ad esempio in un parlamento). In Svizzera, le persone acquisiscono il diritto di voto e di elezione al compimento dei 18 anni; da quel momento in poi possono votare, eleggere ed essere elette. Il diritto di voto e di elezione è soggetto a diverse restrizioni. Queste sono cambiate nel corso del tempo, adattandosi agli sviluppi sociali. In passato, ad esempio, esistevano restrizioni legate al patrimonio. Anche sulla base del genere, il diritto di voto e di elezione in Svizzera è stato a lungo limitato. Solo dal 1971, infatti, le donne possono votare, eleggere ed essere elette a livello nazionale. Ad oggi, in Svizzera vigono delle restrizioni basate sulla nazionalità, il che significa che solo le persone con cittadinanza svizzera possono votare, eleggere ed essere elette a livello nazionale.

Inoltre, per poter godere di questi diritti è necessario aver raggiunto un’età minima. Anche le restrizioni al diritto di voto e di elezione in base all’età si sono evolute nel corso del tempo. Alla fondazione dello Stato federale svizzero nel 1848, l’età minima per il diritto di voto era fissata a 20 anni. Gli sforzi per abbassare l’età minima per il diritto di voto e di elezione a 18 anni sono iniziati con il movimento del ‘68. Tuttavia, nel 1979 un’iniziativa parlamentare volta a introdurre l’età minima di 18 anni per il diritto di voto e di elezione è stata respinta per pochissimo in una votazione popolare nazionale.

Le persone favorevoli hanno continuato a impegnarsi a livello cantonale. Negli anni successivi, 16 cantoni abbassarono l’età per il diritto di voto e di elezione a 18 anni, fino a quando, nel 1991, si è tenuta un’altra votazione federale. Questa volta, l’età di 18 anni per il diritto di voto e di eleggibilità è stata chiaramente approvata con il 72,7% dei voti. Ora, da qualche tempo si discute della possibilità di abbassare l’età per il diritto di voto e di elezione a 16 anni. La maggior parte degli oggetti finora presentati in merito all’età di voto a 16 anni riguardava il diritto di voto attivo dei giovani. In Svizzera vige un sistema federale. Ciò significa che la Confederazione, i Cantoni e i Comuni si dividono la responsabilità e l’attuazione delle competenze pubbliche. Per questo motivo, a seconda del tema, le decisioni vengono prese a livello nazionale, cantonale o comunale. Di conseguenza, l’età minima per esercitare il diritto di voto e di elezione può essere regolamentata in modo diverso a livello nazionale e cantonale. A seconda della costituzione cantonale, anche a livello comunale è possibile stabilire l’età minima per il diritto di voto e di elezione. Questi casi, però, non verranno approfonditi qui.

Livello nazionale 

Già nel 1999 era stata presentata un’iniziativa dalla consigliera nazionale Ursula Wyss (PSS) volta ad abbassare il diritto di voto a 16 anni, che tuttavia fu ritirata a seguito di una proposta di compromesso. Più recentemente, nel 2019, la consigliera nazionale Sibel Arslan ha presentato un’iniziativa parlamentare (19.415) volta ad abbassare a 16 anni l’età per il diritto di voto attivo a livello nazionale. La commissione competente del Consiglio nazionale (CIP-N) ha sottoposto il disegno di modifica costituzionale alla consultazione. Mentre alcuni cantoni (ad es. AR, GL) si dichiararono d’accordo, altri (ad es. AG, AI) rifiutarono la modifica. Lo Jugendparlament Kanton Bern e lo Junge Rat Basel-Stadt avevano partecipato alla consultazione esprimendosi a favore di un abbassamento dell’età per il diritto di voto. Allo stesso modo, molte associazioni e organizzazioni, in particolare quelle che si impegnano a favore di bambine, bambini e adolescenti, si erano espresse a favore della modifica costituzionale.

Anche in Parlamento c’erano delle divergenze: il Consiglio nazionale ha approvato il progetto in diverse occasioni, ma la commissione competente del Consiglio nazionale (CIP-N) lo ha ripetutamente respinto. Infine, il Consiglio nazionale ha deciso, con 106 voti contro 84, di archiviare l’iniziativa. Di conseguenza, l’età per il diritto di voto a livello nazionale rimane ancora fissata a 18 anni.

Livello cantonale 

In molti cantoni ci sono già state discussioni, interventi parlamentari o iniziative relative all’età di voto a 16 anni. Il seguente elenco offre una panoramica degli interventi parlamentari più recenti e viene aggiornato costantemente. Tuttavia, non è possibile garantire che tutti i processi politici abbiano sempre il più recente aggiornamento. Se non diversamente specificato, si tratta comunque di oggetti che riguardano esclusivamente l’età per il diritto di voto e di elezione. 

Argovia

Il 24 novembre 2024 è stata respinta un’iniziativa per il diritto di voto a 16 anni con il 79.7 % dei voti.

Appenzello Esterno

Nell’Appenzello Esterno è stata completamente rivista la Costituzione cantonale. Inizialmente erano previsti l’abbassamento dell’età per il diritto di voto ai 16 anni e la concessione del diritto di voto a straniere e stranieri. Tuttavia, il diritto di voto a 16 anni è stato poi eliminato dal progetto, per cui l’età minima per votare in AR rimarrà 18 anni. A novembre 2025, quindi, la popolazione ha votato solamente sulla concessione del diritto di voto a straniere e stranieri nel cantone.

Basilea Campagna

Nel 2018 l’iniziativa «Diritto di voto a 16 anni» a Basilea Campagna è stata respinta con l’84.5 % dei voti.

Basilea Città

Ad oggi è nuovamente in corso il dibattito sull’introduzione del diritto di voto a 16 anni. Nell’autunno del 2025, il Governo ha proposto al Gran Consiglio di abbassare a 16 anni l’età minima per il diritto di voto e di elezione nelle votazioni cantonali e comunali. Precedentemente, nel 2009, la popolazione aveva respinto il diritto di voto a 16 anni con il 72% di voti contrari. Prima di allora, sia il Governo sia il Gran Consiglio di Basilea si erano espressi a favore della proposta.

Berna

Il 25 settembre 2022, la popolazione bernese si è espressa contro il diritto di voto a 16 anni. La quota dei voti contrari è stata del 67,2%. Il Gran Consiglio aveva approvato la relativa mozione con 83 voti favorevoli contro 66. Il Governo aveva invece raccomandato di respingere il progetto.

Friburgo

Nel 2010, il Gran Consiglio si è deciso contrario al diritto di voto a 16 anni.

Ginevra

La Commissione dei diritti politici del Gran Consiglio ha esaminato un disegno di legge sul diritto di voto a 16 anni, discutendolo insieme a 250 giovani del Cantone. I giovani si sono espressi di stretta misura a favore dell’abbassamento dell’età di voto. Nel settembre 2022 il Gran Consiglio ha tuttavia respinto il progetto.

Glarona

Dal 2007 Glarona è l’unico Cantone che riconosce il diritto di voto attivo a partire dai 16 anni. Per questo motivo viene spesso preso come riferimento quando si valuta l’impatto di un abbassamento dell’età di voto. Il portavoce del Canton Glarona traccia un bilancio positivo, pur sottolineando che non sono stati osservati cambiamenti sostanziali. L’accettazione del diritto di voto a 16 anni è legata anche alle modalità di voto: in Canton Glarona le decisioni vengono prese in occasione della Landsgemeinde, un’assemblea all’aperto durante la quale si vota per alzata di mano. Una Landsgemeinde può generare dinamiche diverse rispetto a una votazione per corrispondenza.

Grigioni

Nel 2019 la Jugendsession Graubünden ha presentato una petizione a favore del diritto di voto a 16 anni. La proposta è stata ripresa nell’ambito della revisione della Costituzione cantonale, approvata dal Parlamento nel 2022. Trattandosi di una revisione parziale della Costituzione cantonale, la decisione finale spetterà alla popolazione. La votazione è prevista nell’autunno del 2026.

Giura

Nel 2020, il Parlamento del Canton Giura ha respinto, con 32 voti contro 24, un intervento volto a introdurre il diritto di voto a 16 anni, nonostante il sostegno del Governo.

Lucerna

Quattro sezioni giovanili di partito hanno lanciato congiuntamente un’iniziativa popolare cantonale per introdurre il diritto di voto a 16 anni. Nel febbraio 2025, la popolazione lucernese l’ha respinta con il 79,1% di voti contrari. In precedenza, il Gran Consiglio lucernese si era espresso, di stretta misura (61 voti contro 58), contro il diritto di voto a 16 anni.

Neuchâtel

Nel 2020, una proposta sul diritto di voto a 16 anni è stata respinta in votazione popolare con il 58,5% di voti contrari.

Sciaffusa

Nel 2019, il Parlamento ha respinto il diritto di voto a 16 anni con 29 voti contro 22.

Svitto

Nel 2021, il Parlamento ha nettamente respinto un intervento sul diritto di voto a 16 anni con 62 voti contro 29.

Soletta

Nel 2020, il Gran Consiglio ha respinto un intervento volto a modificare la Costituzione cantonale affinché i comuni potessero abbassare il diritto di voto e di elezioni a 16 anni nelle questioni comunali.

San Gallo

Nel 2020, il Consiglio cantonale ha deciso di non entrare nel merito di una mozione (74 voti contro 30) che chiedeva di abbassare a 16 anni l’età per il diritto di voto. Nel 2021, il Governo ha inoltre respinto una mozione che avrebbe consentito ai comuni di introdurre il diritto di voto a 16 anni a livello comunale.

Turgovia

Nel 2019, il Gran Consiglio ha respinto con una maggioranza dei due terzi una mozione sul diritto di voto a 16 anni.

Ticino

Nel 2020 è stata presentata un’iniziativa parlamentare per introdurre il diritto di voto e di elezione, attivo e passivo, a partire dai 16 anni, che tuttavia non ha avuto seguito.

Uri

Nel 2021, la popolazione ha nuovamente respinto il progetto sul diritto di voto a 16 anni, contrariamente alla raccomandazione del Governo e del Parlamento. Con una quota del 68,4% di voti contrari, il risultato è stato netto, sebbene meno marcato rispetto alla precedente votazione nel 2009 sullo stesso tema (79,9% di voti contrari).

Vaud

Nel 2021 il Gran Consiglio ha respinto di strettissima misura (71 voti contro 70) una mozione sul diritto di voto a 16 anni.

Zugo

Il Governo ha respinto nel 2021 una mozione sul diritto di voto a 16 anni.

Zurigo

Il 15 maggio 2022, la popolazione zurighese ha respinto l’oggetto sul diritto di voto a 16 anni con il 64,76 % di voti contrari.

Livello internazionale 

Diversi Paesi prevedono il diritto di voto a partire dai 16 anni. Nella maggior parte dei casi, si tratta esclusivamente del diritto di voto nelle elezioni, poiché gli strumenti di democrazia diretta sono meno pronunciati rispetto alla Svizzera.

Altri Paesi prevedono il diritto di voto a partire dai 16 anni a livello subnazionale o sovranazionale.

  • A livello regionale, i giovani di 16 e 17 anni possono partecipare alle elezioni regionali in Scozia dal 2015 e in Galles dal 2019, così come nelle Isole del Canale. Il governo britannico sta attualmente perseguendo un progetto che mira ad abbassare a 16 anni l’età per il diritto di voto in tutto il Regno Unito. Anche in Estonia i sedicenni possono votare a livello comunale, così come in dieci Länder della Germania. In Israele, il diritto di voto a livello regionale è riconosciuto a partire dai 17 anni.
  • In occasione delle elezioni europee del 2024, i giovani a partire dai 16 anni hanno potuto votare in Austria, Malta, ma anche in Germania e Belgio. In Grecia, anche per le elezioni europee l’età minima per il diritto di voto è fissata a 17 anni.
  • In molti Paesi, il diritto di voto e di elezione attivo e passivo sono disciplinati separatamente. Ad esempio, in Italia è possibile votare a partire dai 18 anni, mentre per essere eletti a determinate cariche occorre aver compiuto 25 anni. Anche Bulgaria, Cipro, Estonia, Cechia, Irlanda, Polonia e numerosi altri Stati distinguono tra diritto di voto attivo e passivo.

Quali sono gli argomenti a favore e contro il diritto di voto e di eleggibilità a partire dai 16 anni?

Interesse politico dei giovani

Sulla questione del grado di interesse da parte dei giovani per la politica, le ricerche scientifiche forniscono risultati differenti:

  • Uno studio condotto in Canton Glarona, dove i giovani di 16 e 17 anni dispongono del diritto di voto e di elezione, mostra che questa fascia d’età è mediamente meno interessata alla politica rispetto al resto della popolazione. Questo vale in particolare per la politica comunale.
  • Al contrario, diversi altri studi evidenziano che l’interesse politico dei giovani tra i 16 e i 17 anni è paragonabile a quello dei giovani tra i 18 e i 21 anni. Per quanto riguarda l’Austria, dove il diritto di voto a livello nazionale è fissato a 16 anni, è stato addirittura rilevato un interesse tendenzialmente maggiore alla partecipazione politica tra chi ha meno di 18 anni rispetto a chi ha tra i 18 e i 21 anni. Ciò potrebbe dipendere dal fatto che i più giovani sono più facilmente raggiungibili attraverso la scuola e la famiglia.
  • Recenti evidenze svizzere indicano inoltre che la cittadinanza svizzera di 16 e 17 anni mostra un interesse politico analogo a quello dei giovani tra i 18 e i 25 anni. Rispetto a quest’ultimo gruppo, i più giovani consumano persino una maggiore quantità di informazioni politiche. Inoltre, considerano il voto come un dovere civico in misura analoga ai giovani adulti.

I minorenni sono in grado di rappresentare adeguatamente i propri interessi nelle elezioni?

  • I risultati delle ricerche mostrano che i giovani di 16 anni possono esprimere coerentemente i propri interessi nelle elezioni e, nella maggior parte dei casi, scelgono candidate e candidati che li rappresentano. Le loro capacità in questo ambito non risultano inferiori a quelle delle persone più adulte. Nel complesso, gli studi indicano che il diritto di voto a 16 anni non avrebbe effetti negativi sulla qualità della democrazia.
  • Contrariamente al timore secondo cui i giovani voterebbero tutti nello stesso modo, è stato dimostrato che le loro opinioni sono altrettanto diversificate di quelle delle persone adulte.

Effetti dell’introduzione del diritto di voto a 16 anni

  • Uno studio comparativo condotto in cinque Paesi è giunto alla conclusione che la partecipazione elettorale è più elevata nei Paesi che prevedono il diritto di voto e di eleggibilità a partire dai 16 anni rispetto agli altri Paesi.
  • Il diritto di voto a 16 anni si colloca inoltre in una fase della vita in cui l’educazione civica è ancora parte integrante del percorso scolastico e i giovani sono maggiormente inseriti in contesti che favoriscono la partecipazione, attraverso la scuola o la famiglia.
  • È stato inoltre osservato che la possibilità di esercitare il diritto di voto e la partecipazione effettiva alle elezioni contribuiscono ad accrescere l’interesse per la politica.

Altri argomenti

Equilibrio nella democrazia

L’età mediana delle persone che partecipano alle votazioni in Svizzera si avvicina ai 60 anni. Ciò è dovuto, da un lato, al fatto che la popolazione anziana è numericamente superiore a quella più giovane e, dall’altro, al fatto che le persone anziane partecipano alle elezioni e alle votazioni con maggiore frequenza. Un abbassamento dell’età per il diritto di voto potrebbe contribuire a riequilibrare almeno in parte questa situazione.

I giovani dovrebbero poter assumersi responsabilità

Già all’età di 16 anni, i giovani devono prendere decisioni importanti, come la scelta della professione. Inoltre, dispongono già di numerosi diritti e doveri sul piano giuridico, motivo per cui si ritiene che possano assumere anche responsabilità politiche. Molte delle questioni attuali avranno conseguenze soprattutto per le generazioni più giovani; per questo motivo esse dovrebbero poter partecipare alle decisioni e assumersi una parte della responsabilità.

Nessuno svantaggio dimostrato

Gli studi non evidenziano effetti negativi derivanti dall’introduzione del diritto di voto a 16 anni né per la società né per i giovani stessi. Al contrario, un’età di voto più bassa viene considerata potenzialmente favorevole alla democrazia, soprattutto se accompagnata da misure mirate ed efficaci di promozione della partecipazione politica.

Non ancora maggiorenni, ma titolari del diritto di voto

Oggi, i giovani raggiungono la maggiore età e la piena responsabilità civile a 18 anni. Si acquisiscono così sia diritti (ad es. il diritto di voto) sia obblighi (ad es. l’assoggettamento fiscale). Con l’introduzione del diritto di voto a 16 anni, i giovani acquisirebbero la capacità di partecipare politicamente pur rimanendo minorenni negli altri ambiti. Questa separazione non sarebbe coerente.

Diritto di voto attivo e diritto di elezione solo congiuntamente

Finora, il dibattito si è concentrato soprattutto sul diritto di voto e di elezione attivo, ovvero sulla possibilità di votare ed eleggere. Il diritto di voto passivo, vale a dire la possibilità di candidarsi a una carica pubblica, è stato invece raramente considerato. La separazione del diritto di voto e di elezione passivo e attivo sarebbe incoerente.

Ampia opposizione

Le precedenti proposte di abbassare l’età per il diritto di voto sono state nella maggior parte dei casi respinte sia nelle votazioni popolari sia dai parlamenti cantonali (cfr. panoramica dei Cantoni sopra). Secondo un sondaggio, anche la maggioranza dei giovani minorenni si è espressa contro questa modifica. Nel 2015, il 59 % delle persone appartenenti a questa fascia d’età era a favore del mantenimento dell’età minima di 18 anni per il diritto di voto e di elezione.

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